{"id":380,"date":"2026-08-11T09:30:00","date_gmt":"2026-08-11T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.garrolab.it\/?p=380"},"modified":"2026-08-11T15:43:01","modified_gmt":"2026-08-11T15:43:01","slug":"ho-analizzato-i-dati-sul-clima-ecco-cosa-dicono-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.garrolab.it\/en\/ho-analizzato-i-dati-sul-clima-ecco-cosa-dicono-davvero\/","title":{"rendered":"Ho analizzato i dati sul clima: ecco cosa dicono davvero"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ho analizzato i dati sul clima. Ecco cosa dicono\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_O34R89ELqA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per settimane ho letto rapporti scientifici, analizzato serie storiche e confrontato i principali database climatici mondiali per capire cosa sappiamo davvero sul cambiamento climatico. Questo articolo raccoglie il percorso completo che mi ha portato alle conclusioni presentate nel video.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni il cambiamento climatico \u00e8 diventato uno degli argomenti pi\u00f9 discussi al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accendiamo la televisione e troviamo servizi sulle ondate di calore. Apriamo YouTube e qualcuno sostiene che siamo vicini alla catastrofe. Scorriamo i social e troviamo, pochi secondi dopo, qualcuno che afferma l&#8217;esatto contrario: il clima \u00e8 sempre cambiato, \u00e8 tutto naturale, ci stanno prendendo in giro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 che, dopo aver ascoltato decine di opinioni diverse, diventa difficile capire quale sia quella corretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzi, forse la domanda giusta \u00e8 un&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Esiste davvero una risposta oggettiva?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da ingegnere sono abituato a ragionare in modo abbastanza semplice: quando due persone sostengono cose opposte, la prima cosa da fare \u00e8 andare a vedere i dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non i titoli dei giornali. Non i post su Facebook. Non i video su TikTok.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 esattamente quello che ho deciso di fare.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 ho scritto questo articolo<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensavo sarebbe stato sufficiente cercare qualche grafico online e raccontare ci\u00f2 che mostrava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono accorto quasi subito che non era cos\u00ec semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni grafico sembrava raccontare una storia diversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni sito riportava numeri leggermente differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soprattutto, quasi nessuno spiegava come quei dati fossero stati ottenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da dove arrivano le temperature medie globali?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come vengono misurate?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 istituti diversi pubblicano grafici quasi identici pur utilizzando metodologie differenti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto: possiamo davvero fidarci?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec il progetto \u00e8 cambiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di limitarmi a cercare grafici gi\u00e0 pronti, ho deciso di partire dalle fonti originali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho scaricato i rapporti scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho consultato i database climatici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho analizzato alcune serie storiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho perfino scaricato ed elaborato direttamente una parte dei dati ERA5 di Copernicus per comprenderne la struttura e il funzionamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo \u00e8 il risultato di quel percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non pretende di essere una pubblicazione scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuole semplicemente accompagnare il lettore lungo lo stesso ragionamento che ho seguito io.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Il metodo<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa \u00e8 diventata chiara quasi subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlare di clima \u00e8 molto pi\u00f9 difficile di quanto sembri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando leggiamo che <em>&#8220;la temperatura media globale \u00e8 aumentata di 1,5 \u00b0C&#8221;<\/em>, potremmo immaginare l&#8217;esistenza di un enorme termometro terrestre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Terra \u00e8 ricoperta da milioni di punti di misura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stazioni meteorologiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Boe oceaniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Navi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Satelliti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Radiosonde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno di questi strumenti raccoglie dati differenti, con frequenze diverse e precisioni differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trasformare tutte queste informazioni in una singola temperatura media richiede un enorme lavoro statistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le misure devono essere controllate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli errori devono essere eliminati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le stazioni che nel tempo sono state spostate devono essere corrette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna distinguere il riscaldamento reale dall&#8217;effetto dell&#8217;urbanizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le zone con molte stazioni non possono pesare pi\u00f9 di quelle scarsamente monitorate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, dietro una semplice linea su un grafico esiste un lavoro enorme di elaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima ancora di chiedermi se il cambiamento climatico esista oppure no, ho quindi voluto capire se queste elaborazioni fossero solide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta, come vedremo, \u00e8 s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ci arriveremo con calma.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Le fonti utilizzate<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per limitare il pi\u00f9 possibile eventuali bias ho deciso di utilizzare principalmente fonti istituzionali o organizzazioni scientifiche riconosciute a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le principali sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong><a href=\"https:\/\/berkeleyearth.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Berkeley Earth<\/a><\/strong>, organizzazione indipendente statunitense che ricostruisce le temperature globali a partire dalle osservazioni meteorologiche.<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/climate.copernicus.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Copernicus Climate Change Service (C3S)<\/strong>,<\/a> il programma europeo di osservazione climatica basato sul dataset ERA5.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ISPRA<\/a><\/strong> e <strong><a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sistema Nazionale per la Protezione dell&#8217;Ambiente (SNPA)<\/a><\/strong>, per i dati relativi all&#8217;Italia.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)<\/a><\/strong>, che raccoglie e sintetizza migliaia di pubblicazioni scientifiche provenienti da tutto il mondo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.worldweatherattribution.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">World Weather Attribution<\/a><\/strong>, rete internazionale che studia il ruolo del cambiamento climatico nei singoli eventi estremi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando possibile ho confrontato i risultati ottenuti da fonti diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 stata probabilmente la sorpresa pi\u00f9 interessante di tutto il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur utilizzando metodologie differenti, quasi tutte raccontano la stessa storia.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 1 \u2013 Fa davvero pi\u00f9 caldo?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabilmente la domanda pi\u00f9 semplice. Ed \u00e8 anche quella da cui conviene partire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la risposta fosse &#8220;no&#8221;, il resto dell&#8217;articolo non avrebbe praticamente senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire se il pianeta si stia realmente scaldando possiamo osservare diverse serie storiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle pi\u00f9 utilizzate \u00e8 quella di Berkeley Earth.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/synthesis.berkeleyearth.org\/countries\/Italy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"996\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly-996x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-401\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly-996x1024.png 996w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly-292x300.png 292w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly-768x789.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly-12x12.png 12w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1850-2026_yearly.png 1144w\" sizes=\"auto, (max-width: 996px) 100vw, 996px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il grafico mostra l&#8217;andamento della temperatura media annuale in Italia dalla met\u00e0 dell&#8217;Ottocento a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima cosa che salta all&#8217;occhio \u00e8 una notevole variabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni anni sono pi\u00f9 caldi. Altri pi\u00f9 freddi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 perfettamente normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il clima presenta sempre oscillazioni naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma osservando la media su periodi sufficientemente lunghi (la linea blu tratteggiata) emerge qualcosa di molto evidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La linea di fondo continua a salire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi decenni l&#8217;Italia si \u00e8 riscaldata di circa 2-3 \u00b0C rispetto alla seconda met\u00e0 del XIX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osserviamo il dato globale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/berkeley-earth-wp-offload.storage.googleapis.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/14023600\/Seasonal-Full-2025-1.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui il comportamento \u00e8 praticamente identico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambiano i valori assoluti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambia la scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il trend \u00e8 lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La temperatura media globale aumenta in modo progressivo, con oscillazioni annuali che si sovrappongono a una tendenza di lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto sembrerebbe che la risposta sia semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>S\u00ec.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il pianeta si sta effettivamente scaldando.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma basta uscire una mattina di gennaio, quando il termometro segna pochi gradi sotto zero, per far nascere immediatamente una nuova domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se il pianeta si sta scaldando&#8230; perch\u00e9 continua a fare freddo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio da qui che ripartiremo nel prossimo capitolo.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 2 \u2014 Se il pianeta si sta scaldando, perch\u00e9 in inverno continua a fare freddo?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta pi\u00f9 semplice \u00e8 che <strong>riscaldamento globale non significa scomparsa dell\u2019inverno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il clima terrestre continua a essere regolato dalle stagioni. L\u2019inclinazione dell\u2019asse terrestre determina una diversa quantit\u00e0 di energia solare ricevuta durante l\u2019anno, quindi gennaio continuer\u00e0 a essere pi\u00f9 freddo di luglio alle nostre latitudini. Un aumento della temperatura media non elimina questa oscillazione: sposta verso l\u2019alto l\u2019intera distribuzione delle temperature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la differenza possiamo tornare alle serie di Berkeley Earth e passare dalle medie annuali a quelle mensili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"975\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly-975x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-402\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly-975x1024.png 975w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly-286x300.png 286w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly-768x807.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly-11x12.png 11w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/regional_temperature_Italy_1990-2026_monthly.png 1144w\" sizes=\"auto, (max-width: 975px) 100vw, 975px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il grafico, a prima vista, sembra quasi illeggibile. Ogni anno contiene dodici punti: uno per ogni mese. Le temperature salgono durante l\u2019estate, scendono in inverno e poi ricominciano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa oscillazione stagionale \u00e8 molto pi\u00f9 ampia del riscaldamento climatico osservato. Tra gennaio e agosto possono esserci differenze di parecchi gradi, mentre il cambiamento della media avviene lentamente, nell\u2019arco di decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma osservando la serie nel suo insieme si nota che anche i mesi freddi tendono progressivamente a spostarsi verso temperature pi\u00f9 elevate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che non possano pi\u00f9 verificarsi nevicate, irruzioni di aria artica o periodi con temperature molto basse. Significa che, <strong>considerati nel loro insieme<\/strong>, gli inverni recenti risultano mediamente meno freddi rispetto a quelli del passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la differenza fondamentale tra <strong>meteo<\/strong> e <strong>clima<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meteo descrive ci\u00f2 che accade in un determinato luogo e in un intervallo temporale breve: la temperatura di oggi, la nevicata della scorsa settimana o l\u2019ondata di gelo di gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il clima descrive invece la distribuzione statistica di quelle condizioni su periodi molto lunghi. Non osserva soltanto il singolo valore, ma la frequenza con cui si verificano temperature alte, basse o intermedie e il modo in cui questa distribuzione cambia nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo una settimana particolarmente fredda non smentisce il riscaldamento globale, cos\u00ec come una singola giornata caldissima non sarebbe sufficiente a dimostrarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due affermazioni seguenti possono quindi essere entrambe vere:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019inverno ha fatto molto freddo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli inverni, mediamente, sono diventati meno freddi.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 alcuna contraddizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso ragionamento vale per le temperature minime. I dati italiani continuano a mostrare episodi molto freddi, ma ISPRA rileva una crescita delle temperature minime e una prevalenza delle anomalie positive negli anni pi\u00f9 recenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta alla seconda domanda \u00e8 quindi abbastanza netta: <strong>s\u00ec, continuer\u00e0 a fare freddo in inverno<\/strong>. Ma il fatto che esistano ancora giornate gelide non significa che la distribuzione complessiva delle temperature non si stia spostando verso l\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa osservazione, per\u00f2, apre un\u2019altra questione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando le serie storiche si nota infatti che anche molti decenni fa esistevano giornate o mesi eccezionalmente caldi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se faceva gi\u00e0 cos\u00ec caldo negli anni Trenta, cosa sarebbe cambiato davvero?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 3 \u2014 Faceva gi\u00e0 cos\u00ec caldo negli anni Trenta?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche negli anni Venti, Trenta o Quaranta si verificavano giornate estremamente calde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna ricostruzione climatica seria sostiene che il caldo sia comparso improvvisamente negli ultimi decenni. Le ondate di calore, le siccit\u00e0 e i picchi di temperatura fanno parte da sempre della variabilit\u00e0 naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 capire <strong>quale dato stiamo confrontando<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se prendiamo soltanto la temperatura massima raggiunta in un mese o in un anno, possiamo trovare valori molto elevati anche nel passato. Ma quel singolo valore non ci dice:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>quante volte si \u00e8 verificato;<\/li>\n\n\n\n<li>per quanti giorni \u00e8 durato;<\/li>\n\n\n\n<li>quanto era estesa l\u2019area coinvolta;<\/li>\n\n\n\n<li>quanto erano elevate le temperature notturne;<\/li>\n\n\n\n<li>quanto rapidamente il territorio riusciva a raffreddarsi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginiamo due estati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prima vengono registrati 40 \u00b0C per un solo pomeriggio, seguiti da settimane con temperature normali e notti fresche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda i 40 \u00b0C vengono raggiunti pi\u00f9 volte, il caldo persiste per giorni e durante la notte la temperatura non scende mai sotto i 24 \u00b0C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore massimo \u00e8 simile, ma l\u2019impatto sul corpo umano, sull\u2019agricoltura, sugli ecosistemi e sui consumi energetici \u00e8 completamente diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, oltre ai record assoluti, la climatologia utilizza indicatori capaci di descrivere frequenza e durata del caldo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno di questi \u00e8 il numero delle <strong>notti tropicali<\/strong>, cio\u00e8 le notti durante le quali la temperatura minima resta superiore a 20 \u00b0C.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"551\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-551x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-409\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-551x1024.png 551w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-161x300.png 161w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-768x1428.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-826x1536.png 826w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1102x2048.png 1102w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-6x12.png 6w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-scaled.png 1377w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo indicatore \u00e8 particolarmente importante perch\u00e9 la notte dovrebbe permettere al corpo umano, agli edifici e al territorio di disperdere parte del calore accumulato durante il giorno. Quando la temperatura rimane elevata anche durante le ore notturne, lo stress termico aumenta e diventa pi\u00f9 difficile recuperare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati ISPRA mostrano una crescita evidente di queste condizioni. Nel 2024 il numero medio nazionale delle notti tropicali \u00e8 risultato superiore di circa 25 rispetto al valore normale del periodo 1991\u20132020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa tendenza emerge osservando altri indicatori:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>aumentano i giorni torridi;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"551\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-551x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-410\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-551x1024.png 551w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-161x300.png 161w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-768x1428.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-826x1536.png 826w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-1102x2048.png 1102w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-6x12.png 6w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-1-scaled.png 1377w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>aumentano le giornate estive;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"551\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-551x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-413\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-551x1024.png 551w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-161x300.png 161w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-768x1428.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-826x1536.png 826w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-1102x2048.png 1102w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-6x12.png 6w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-3-scaled.png 1377w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>diminuiscono i giorni freddi;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"551\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-551x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-411\" srcset=\"https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-551x1024.png 551w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-161x300.png 161w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-768x1428.png 768w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-826x1536.png 826w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-1102x2048.png 1102w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-6x12.png 6w, https:\/\/www.garrolab.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/plot_historical_anomalies-2-scaled.png 1377w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna fare attenzione a interpretare correttamente questi grafici. Molti di essi non mostrano il numero assoluto di giornate, ma una <strong>anomalia<\/strong> rispetto a un periodo climatico di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una barra posta a +20, per esempio, non significa necessariamente che quell\u2019anno si siano verificate venti notti tropicali. Significa che ce ne sono state venti in pi\u00f9 rispetto alla media del trentennio usato come riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo metodo consente di confrontare luoghi e periodi differenti, ma pu\u00f2 risultare poco intuitivo se non viene spiegato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione, comunque, non cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le temperature estreme esistevano anche un secolo fa. Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato non \u00e8 semplicemente la possibilit\u00e0 di raggiungere un determinato valore, ma la <strong>frequenza, la persistenza e la diffusione del caldo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, non stiamo osservando soltanto nuovi record. Stiamo osservando un cambiamento della normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane per\u00f2 un dubbio molto comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riscaldamento globale viene spesso descritto attraverso variazioni di uno o due gradi. Nella vita quotidiana una differenza simile sembra quasi irrilevante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come pu\u00f2 produrre conseguenze tanto importanti?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 4 \u2014 Come pu\u00f2 anche solo un grado fare tanta differenza?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un grado sembra poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante una normale giornata la temperatura pu\u00f2 variare di dieci o quindici gradi tra la mattina e il pomeriggio. Tra una stanza e l\u2019altra della stessa casa possono esserci differenze superiori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che stiamo confrontando quantit\u00e0 completamente diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aumento climatico non rappresenta la variazione registrata da un singolo termometro in un determinato luogo. \u00c8 lo spostamento della <strong>temperatura media dell\u2019intero pianeta<\/strong>, calcolata includendo oceani, continenti e atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scaldare di un grado l\u2019acqua contenuta in un pentolino richiede una quantit\u00e0 relativamente piccola di energia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scaldare gli oceani, il suolo e l\u2019atmosfera dell\u2019intera Terra richiede invece un\u2019enorme quantit\u00e0 di energia aggiuntiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gran parte di questo calore non rimane nell\u2019aria. Viene assorbito dagli oceani, che rappresentano il principale serbatoio termico del sistema climatico. \u00c8 quindi sbagliato interpretare l\u2019aumento della temperatura atmosferica come se fosse l\u2019unica manifestazione del fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quell\u2019energia modifica l\u2019equilibrio complessivo del sistema: influenza l\u2019evaporazione, la circolazione atmosferica, i ghiacci, il livello del mare e il ciclo dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto particolarmente importante riguarda il vapore acqueo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In condizioni vicine a quelle dell\u2019atmosfera terrestre, l\u2019aria pi\u00f9 calda pu\u00f2 contenere una quantit\u00e0 maggiore di vapore prima di raggiungere la saturazione. L\u2019incremento \u00e8 approssimativamente del 7% per ogni grado di riscaldamento, secondo la relazione fisica nota come Clausius-Clapeyron.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa automaticamente che ovunque piover\u00e0 il 7% in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa che l\u2019atmosfera ha la possibilit\u00e0 di trasportare una maggiore quantit\u00e0 d\u2019acqua. Quando si creano le condizioni adatte alla condensazione, le precipitazioni possono quindi diventare pi\u00f9 intense.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo immaginare l\u2019atmosfera come una spugna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si scalda, aumenta la quantit\u00e0 di acqua che pu\u00f2 trattenere. Quando si raffredda o incontra condizioni favorevoli alla condensazione, pu\u00f2 rilasciarne una quantit\u00e0 maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo meccanismo contribuisce a rendere pi\u00f9 intensi alcuni episodi di precipitazione, ma pu\u00f2 anche accentuare l\u2019evaporazione e l\u2019inaridimento del suolo durante i periodi asciutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo un clima pi\u00f9 caldo pu\u00f2 essere associato sia a piogge molto intense sia a periodi di siccit\u00e0 pi\u00f9 severi. Non perch\u00e9 i due fenomeni siano contraddittori, ma perch\u00e9 fanno parte dello stesso ciclo dell\u2019acqua reso pi\u00f9 energico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019IPCC conclude che il cambiamento climatico di origine umana ha gi\u00e0 influenzato diversi estremi meteorologici e climatici in ogni regione del mondo. L\u2019evidenza \u00e8 particolarmente forte per gli estremi di caldo; per altri fenomeni, come precipitazioni intense, siccit\u00e0 e cicloni tropicali, il grado di attribuzione varia in base alla regione e al tipo di evento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quindi corretto dire che un aumento medio di un grado pu\u00f2 produrre conseguenze importanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non perch\u00e9 un grado sia sempre percepibile nella nostra esperienza quotidiana, ma perch\u00e9 rappresenta uno spostamento energetico dell\u2019intero sistema climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo, per\u00f2, non significa che ogni temporale, ogni incendio o ogni alluvione possa essere attribuito direttamente al riscaldamento globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che il problema diventa pi\u00f9 complesso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 5 \u2014 Gli eventi estremi sono causati dal cambiamento climatico?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O, pi\u00f9 precisamente, non \u00e8 corretto formulare la domanda in questi termini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uragani, tornado, piogge torrenziali, grandinate, siccit\u00e0 e alluvioni esistevano molto prima dell\u2019aumento moderno delle emissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un singolo evento meteorologico nasce dall\u2019interazione di numerosi fattori: pressione atmosferica, correnti, venti, temperatura del mare, umidit\u00e0, configurazione del territorio e condizioni locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo gli scienziati non osservano un temporale e affermano semplicemente:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo temporale \u00e8 stato causato dal cambiamento climatico.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda studiata dalla scienza dell\u2019attribuzione \u00e8 diversa:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto il cambiamento climatico ha modificato la probabilit\u00e0 o l\u2019intensit\u00e0 di un evento come questo?<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una distinzione essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo a un dado truccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un singolo lancio con risultato sei non ci permette di stabilire se il dado sia normale oppure no. Ma analizzando centinaia o migliaia di lanci possiamo capire se il sei compare pi\u00f9 spesso del previsto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento climatico funziona in modo simile: non crea necessariamente dal nulla un determinato evento, ma pu\u00f2 modificare le condizioni di fondo e rendere alcuni risultati pi\u00f9 probabili o pi\u00f9 intensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per studiare questa relazione i ricercatori confrontano osservazioni e simulazioni climatiche. In particolare, ricostruiscono due mondi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>quello reale, con il riscaldamento prodotto dalle attivit\u00e0 umane;<\/li>\n\n\n\n<li>un mondo ipotetico senza quell\u2019influenza antropica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza tra i due permette di stimare quanto siano cambiate le probabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019organizzazione che svolge frequentemente questo tipo di analisi \u00e8 <strong>World Weather Attribution<\/strong>, una collaborazione internazionale fra ricercatori e istituti scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati non sono sempre gli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alcune ondate di calore l\u2019influenza del cambiamento climatico emerge in modo estremamente netto. Per altri eventi, invece, i dati non consentono di individuare una relazione statisticamente significativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso particolarmente interessante \u00e8 l\u2019alluvione che colp\u00ec l\u2019Emilia-Romagna nel maggio 2023.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.worldweatherattribution.org\/wp-content\/uploads\/Accumulated-precipitation-Emilia-Romagna.png\" alt=\"\" style=\"width:676px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Link per lo studio completo: <a href=\"https:\/\/spiral.imperial.ac.uk\/entities\/publication\/0b1dd3d5-34e9-4311-8d54-3111c79beb38\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Limited net role for climate change in heavy spring rainfall in Emilia-Romagna<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regione fu interessata da tre episodi di precipitazione intensa, che produssero esondazioni, frane, vittime e danni molto estesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interpretazione immediata, anche da parte di molti mezzi di informazione, fu che l\u2019evento rappresentasse una conseguenza evidente del cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio realizzato da World Weather Attribution arriv\u00f2 per\u00f2 a una conclusione pi\u00f9 prudente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analizzando le precipitazioni primaverili su 21 giorni, i ricercatori non trovarono una tendenza statisticamente significativa nell\u2019area studiata. Anche i modelli climatici utilizzati non mostrarono un chiaro aumento della probabilit\u00e0 o dell\u2019intensit\u00e0 di quel particolare tipo di evento a causa del riscaldamento antropico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che lo studio abbia dimostrato l\u2019assenza assoluta di qualsiasi relazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa che, con i dati e i modelli disponibili, <strong>non \u00e8 stato possibile rilevare un segnale netto<\/strong> per quella specifica configurazione di precipitazioni primaverili in Emilia-Romagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Mediterraneo presenta infatti dinamiche complesse. Da un lato, un\u2019atmosfera pi\u00f9 calda pu\u00f2 contenere pi\u00f9 vapore e favorire precipitazioni intense. Dall\u2019altro, i cambiamenti nella circolazione atmosferica possono ridurre la frequenza di alcune configurazioni favorevoli alla pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi effetti possono compensarsi, rendendo pi\u00f9 difficile identificare una tendenza univoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio sottoline\u00f2 inoltre che la gravit\u00e0 di un\u2019alluvione non dipende solo dalla quantit\u00e0 di pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contano anche:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>le condizioni precedenti del terreno;<\/li>\n\n\n\n<li>il livello dei fiumi;<\/li>\n\n\n\n<li>la morfologia del territorio;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019urbanizzazione;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019impermeabilizzazione del suolo;<\/li>\n\n\n\n<li>la manutenzione delle infrastrutture;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019esposizione e la vulnerabilit\u00e0 della popolazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Emilia-Romagna arrivava da un lungo periodo siccitoso. Le prime precipitazioni contribuirono a saturare il terreno e ad alzare i livelli idrici; gli episodi successivi trovarono quindi un sistema gi\u00e0 fortemente sollecitato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione pi\u00f9 importante \u00e8 che <strong>evento meteorologico e disastro non sono la stessa cosa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una pioggia intensa diventa una catastrofe quando incontra un territorio vulnerabile, infrastrutture insufficienti, corsi d\u2019acqua gi\u00e0 pieni e aree urbanizzate esposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scienza non assegna automaticamente ogni disastro al cambiamento climatico. Cerca invece di distinguere il contributo dei diversi fattori e di quantificare l\u2019incertezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa prudenza a rendere il metodo scientifico credibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per\u00f2 gli eventi naturali sono sempre esistiti e la loro attribuzione non \u00e8 sempre semplice, rimane aperta una possibilit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">potrebbe trattarsi soltanto di un ciclo naturale?<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 6 \u2014 \u00c8 solo un ciclo naturale?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il clima non \u00e8 mai stato perfettamente stabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della storia terrestre si sono alternati periodi pi\u00f9 caldi e pi\u00f9 freddi, determinati da variazioni dell\u2019orbita, attivit\u00e0 vulcanica, cambiamenti nella radiazione solare, movimenti degli oceani e molte altre cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche su scale temporali brevi esistono oscillazioni naturali capaci di modificare temporaneamente la temperatura media globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pi\u00f9 conosciuta \u00e8 l\u2019<strong>El Ni\u00f1o\u2013Southern Oscillation<\/strong>, abbreviata in ENSO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a rappresentano rispettivamente la fase calda e quella fredda di un\u2019oscillazione che coinvolge l\u2019Oceano Pacifico equatoriale e l\u2019atmosfera sovrastante. Il fenomeno influenza temperature, precipitazioni e circolazione atmosferica in molte regioni del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante El Ni\u00f1o, le acque superficiali di una vasta porzione del Pacifico centrale e orientale risultano pi\u00f9 calde della norma. Questo calore viene in parte trasferito all\u2019atmosfera e tende ad aumentare temporaneamente la temperatura media globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante La Ni\u00f1a avviene il contrario: le acque superficiali risultano pi\u00f9 fredde e la temperatura globale tende a essere leggermente inferiore rispetto alla tendenza di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se sovrapponiamo le fasi di El Ni\u00f1o alla serie delle temperature globali, la correlazione appare evidente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ggweather.com\/enso\/oni1990.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il forte El Ni\u00f1o del 1997\u20131998 contribu\u00ec a rendere il 1998 eccezionalmente caldo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro episodio molto intenso accompagn\u00f2 il record del 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenomeno del 2023\u20132024 contribu\u00ec nuovamente a innalzare le temperature globali, anche se Berkeley Earth osserva che le anomalie recenti hanno superato quelle prodotte dai precedenti grandi eventi di El Ni\u00f1o rispetto alla tendenza climatica di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">El Ni\u00f1o, quindi, conta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fosse la causa principale del riscaldamento di lungo periodo, ci aspetteremmo picchi caldi e fasi fredde distribuiti intorno a una media sostanzialmente stabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece la base sulla quale si sviluppano queste oscillazioni continua a salire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni nuovo El Ni\u00f1o parte mediamente da temperature pi\u00f9 alte rispetto ai precedenti. Anche gli anni influenzati da La Ni\u00f1a, pur risultando pi\u00f9 freschi di quelli immediatamente vicini, sono spesso pi\u00f9 caldi di anni di El Ni\u00f1o avvenuti molti decenni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ENSO spiega quindi una parte delle variazioni da un anno all\u2019altro, ma non il trend pluridecennale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo immaginare una persona che salta su una scala mobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I salti rappresentano El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a: a volte la persona si trova temporaneamente pi\u00f9 in alto, altre volte pi\u00f9 in basso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scala mobile rappresenta la tendenza climatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quando la persona smette di saltare, il piano sotto di lei continua a salire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cicli naturali esistono e continuano a influenzare il clima. La loro presenza non \u00e8 alternativa al riscaldamento di origine antropica: i due fenomeni si sovrappongono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto la domanda diventa inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come facciamo a sapere che la tendenza di fondo \u00e8 dovuta soprattutto alle attivit\u00e0 umane?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 7 \u2014 Come sappiamo che la causa \u00e8 antropica?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attribuzione del riscaldamento globale alle attivit\u00e0 umane non dipende da una singola prova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce dalla convergenza di osservazioni appartenenti a discipline diverse: fisica, chimica atmosferica, oceanografia, climatologia e geologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima evidenza riguarda la concentrazione atmosferica di anidride carbonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima dell\u2019industrializzazione, la concentrazione di CO\u2082 era intorno a 280 parti per milione. Oggi supera le 420 parti per milione: un aumento di circa il 50%.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/earth.org\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/co2-graph-083122_scaled_scrunched.jpg.webp\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/gml.noaa.gov\/webdata\/ccgg\/trends\/co2_data_mlo_anngr.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescita accelera a partire dall\u2019industrializzazione e procede parallelamente all\u2019utilizzo su larga scala di carbone, petrolio e gas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una correlazione temporale, per\u00f2, non \u00e8 sufficiente a dimostrare l\u2019origine della CO\u2082.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe teoricamente provenire dagli oceani, dai vulcani o da qualche altro processo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire da dove arriva si studia la composizione isotopica del carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli isotopi sono forme dello stesso elemento con un diverso numero di neutroni. Il carbonio presente nei combustibili fossili \u00e8 relativamente povero di carbonio-13 ed \u00e8 praticamente privo di carbonio-14, decaduto durante i milioni di anni trascorsi sottoterra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando bruciamo carbone, petrolio e gas, immettiamo nell\u2019atmosfera CO\u2082 con questa specifica firma isotopica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che viene misurato: mentre la CO\u2082 atmosferica aumenta, la proporzione degli isotopi pi\u00f9 pesanti diminuisce secondo il comportamento atteso per un crescente contributo dei combustibili fossili. NOAA indica anche l\u2019assenza di carbonio-14 nei combustibili fossili come una delle evidenze della loro origine nel recente incremento atmosferico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste poi un\u2019altra traccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La combustione non produce soltanto anidride carbonica: consuma ossigeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le misure atmosferiche mostrano infatti una lenta diminuzione della concentrazione di ossigeno, coerente con la quantit\u00e0 utilizzata durante la combustione dei combustibili fossili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le evidenze raccontano quindi una sequenza coerente:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la concentrazione di CO\u2082 aumenta;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019aumento coincide con le emissioni industriali;<\/li>\n\n\n\n<li>la firma isotopica indica carbonio di origine fossile;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019ossigeno diminuisce secondo quanto previsto dalla combustione.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane infine la prova fisica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 della CO\u2082 di assorbire radiazione infrarossa non \u00e8 un\u2019ipotesi costruita recentemente per spiegare l\u2019aumento delle temperature. \u00c8 una propriet\u00e0 misurabile in laboratorio, studiata fin dall\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La superficie terrestre assorbe energia solare e la riemette sotto forma di radiazione infrarossa. I gas serra assorbono parte di questa radiazione e la riemettono in varie direzioni, rallentando la dispersione di energia verso lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aumentando la concentrazione di CO\u2082, si modifica quindi l\u2019equilibrio radiativo del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I modelli climatici rappresentano un\u2019ulteriore verifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando vengono fatti funzionare utilizzando soltanto i fattori naturali \u2014 come variazioni solari e vulcani \u2014 non riproducono il riscaldamento osservato negli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando vengono aggiunti i fattori antropici, in particolare i gas serra e gli aerosol, le simulazioni risultano compatibili con l\u2019andamento misurato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla base di questo insieme di evidenze, l\u2019IPCC conclude che l\u2019influenza umana sul riscaldamento dell\u2019atmosfera, degli oceani e delle terre emerse \u00e8 inequivocabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La formulazione \u00e8 importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non significa che ogni variazione climatica sia causata dall\u2019uomo. I fenomeni naturali continuano a esistere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa che il riscaldamento netto osservato dall\u2019epoca industriale non pu\u00f2 essere spiegato senza l\u2019influenza delle attivit\u00e0 umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta per\u00f2 un\u2019obiezione apparentemente molto forte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CO\u2082 rappresenta circa lo 0,04% dell\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come pu\u00f2 una quantit\u00e0 tanto piccola modificare il clima di un intero pianeta?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 8 \u2014 Basta davvero cos\u00ec poca CO\u2082?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda nasce da un\u2019intuizione comprensibile:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">se una sostanza \u00e8 presente in quantit\u00e0 molto ridotta, il suo effetto dovrebbe essere trascurabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, nei sistemi fisici e biologici, la concentrazione da sola non determina l\u2019importanza di una sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conta soprattutto <strong>come quella sostanza interagisce con il sistema<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atmosfera \u00e8 composta principalmente da azoto e ossigeno. Questi due gas costituiscono quasi tutto il suo volume, ma interagiscono relativamente poco con la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CO\u2082, pur essendo molto meno abbondante, assorbe invece radiazione in specifiche bande dell\u2019infrarosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non deve bloccare tutta l\u2019energia in uscita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sufficiente che modifichi la quantit\u00e0 e l\u2019altitudine dalla quale il calore riesce a essere disperso verso lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La luce visibile proveniente dal Sole attraversa in larga parte l\u2019atmosfera e riscalda la superficie. La Terra restituisce poi questa energia sotto forma di infrarosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CO\u2082 e gli altri gas serra assorbono parte di questa radiazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcTeDCGxkMUoeljsA9ZNKFONWCEN8IglCc0Tr776nvkZ8ncZ2dOvphTrnAzT&amp;s=10\" alt=\"\" style=\"width:505px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto serra naturale \u00e8 indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza gas serra, la temperatura media della superficie terrestre sarebbe molto pi\u00f9 bassa e il pianeta non avrebbe le condizioni che hanno permesso lo sviluppo della vita come la conosciamo. NASA sottolinea che il problema non \u00e8 l\u2019esistenza dei gas serra, ma il loro aumento: pi\u00f9 gas capaci di trattenere calore sono presenti, maggiore \u00e8 il riscaldamento del sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda corretta, quindi, non \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CO\u2082 \u00e8 tanta o poca rispetto all\u2019intera atmosfera?<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di quanto \u00e8 cambiata rispetto alla concentrazione che regolava l\u2019equilibrio climatico precedente?<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passare da 280 a oltre 420 parti per milione significa aumentare la concentrazione di circa il 50%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se una sostanza svolge una funzione fisica precisa, un incremento del 50% non \u00e8 affatto piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste spesso un\u2019altra obiezione: alcune bande di assorbimento della CO\u2082 sarebbero gi\u00e0 \u201csature\u201d, quindi aggiungerne altra non dovrebbe produrre ulteriori effetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragionamento contiene una parte di verit\u00e0, ma conduce a una conclusione sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro di alcune bande l\u2019assorbimento \u00e8 gi\u00e0 molto forte. Tuttavia, aumentando la concentrazione di CO\u2082:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>si amplia l\u2019assorbimento nelle zone laterali delle bande;<\/li>\n\n\n\n<li>cambia l\u2019altitudine dalla quale la radiazione riesce a uscire;<\/li>\n\n\n\n<li>aumenta l\u2019effetto negli strati superiori dell\u2019atmosfera.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto aggiuntivo diventa progressivamente meno intenso per ogni nuova molecola, ma non si annulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo la relazione tra concentrazione di CO\u2082 e forcing radiativo \u00e8 approssimativamente logaritmica: raddoppiare la concentrazione produce un incremento energetico simile, indipendentemente dal livello iniziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto fondamentale \u00e8 che <strong>una piccola frazione dell\u2019atmosfera pu\u00f2 controllare un processo molto importante<\/strong>, perch\u00e9 azoto e ossigeno non svolgono la stessa funzione radiativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CO\u2082 non \u00e8 importante nonostante sia poco abbondante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante per le sue propriet\u00e0 fisiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto abbiamo stabilito quattro elementi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la temperatura sta aumentando;<\/li>\n\n\n\n<li>i cicli naturali non spiegano il trend;<\/li>\n\n\n\n<li>la CO\u2082 aggiuntiva proviene principalmente dalle attivit\u00e0 umane;<\/li>\n\n\n\n<li>la fisica spiega perch\u00e9 il suo aumento produce riscaldamento.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane l\u2019ultima domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove conduce tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Domanda 9 \u2014 Dove stiamo andando?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prevedere il clima futuro non significa indovinare che tempo far\u00e0 a Bologna il 14 marzo 2087.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meteo e clima sono problemi differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le previsioni meteorologiche cercano di ricostruire lo stato preciso dell\u2019atmosfera nel breve periodo. Piccole differenze nelle condizioni iniziali aumentano rapidamente l\u2019incertezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proiezioni climatiche studiano invece il comportamento statistico del sistema su periodi lunghi, in funzione di determinate condizioni esterne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo l\u2019IPCC non propone una sola previsione del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costruisce diversi <strong>scenari<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scenari descrivono possibili traiettorie delle emissioni, dello sviluppo economico, dell\u2019uso dell\u2019energia e della popolazione. A ciascuna traiettoria corrisponde una diversa evoluzione della concentrazione dei gas serra e, di conseguenza, della temperatura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/syr\/downloads\/figures\/IPCC_AR6_SYR_CSB_2_Figure_1.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare una quantit\u00e0 eccessiva di sigle possiamo riassumerli in tre grandi gruppi:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scenario a basse emissioni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le emissioni vengono ridotte rapidamente fino a raggiungere valori netti prossimi allo zero. Il riscaldamento si stabilizza su livelli relativamente contenuti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scenario intermedio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le emissioni diminuiscono pi\u00f9 lentamente o restano elevate per diversi decenni. Il riscaldamento prosegue e supera con maggiore probabilit\u00e0 i 2 \u00b0C rispetto al periodo preindustriale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scenario ad alte emissioni<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019utilizzo di combustibili fossili continua a crescere o rimane molto elevato. La temperatura aumenta molto di pi\u00f9 entro la fine del secolo, insieme ai rischi climatici associati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019IPCC valuta che, negli scenari di emissioni molto basse o basse, il superamento dei 2 \u00b0C sia rispettivamente estremamente improbabile o improbabile. Nello scenario intermedio il superamento diventa invece estremamente probabile, mentre negli scenari elevati pu\u00f2 verificarsi gi\u00e0 intorno alla met\u00e0 del secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante capire che questi scenari non sono profezie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019IPCC non afferma:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2100 la temperatura sar\u00e0 esattamente questa.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Afferma:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se le emissioni seguiranno questa traiettoria, il sistema climatico evolver\u00e0 probabilmente entro questo intervallo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 simile a un navigatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il navigatore non conosce in anticipo la strada che decideremo di percorrere. Pu\u00f2 per\u00f2 mostrarci dove conducono itinerari differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino alla met\u00e0 del secolo le curve climatiche appaiono relativamente vicine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo accade per due ragioni principali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 l\u2019inerzia del sistema climatico: gli oceani accumulano e rilasciano calore lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 che una parte del riscaldamento futuro dipende da emissioni gi\u00e0 avvenute e da quelle che avverranno nel breve periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le differenze fra gli scenari diventano molto pi\u00f9 evidenti nella seconda met\u00e0 del secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 significa che molte scelte compiute oggi produrranno i loro effetti maggiori quando saranno adulti i bambini di oggi e quando nasceranno le generazioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualunque sia lo scenario seguito, una parte del cambiamento \u00e8 ormai inevitabile. Anche nello scenario di forte riduzione delle emissioni, le temperature rimarranno elevate rispetto al passato per molto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo rende necessarie due strategie complementari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 la <strong>mitigazione<\/strong>, cio\u00e8 la riduzione delle cause del cambiamento climatico attraverso il contenimento delle emissioni e l\u2019aumento degli assorbimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 l\u2019<strong>adattamento<\/strong>, cio\u00e8 la preparazione agli effetti gi\u00e0 presenti o non pi\u00f9 completamente evitabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adattarsi pu\u00f2 significare:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>progettare citt\u00e0 capaci di gestire meglio le ondate di calore;<\/li>\n\n\n\n<li>migliorare la sicurezza idraulica;<\/li>\n\n\n\n<li>ridurre l\u2019impermeabilizzazione del suolo;<\/li>\n\n\n\n<li>rendere edifici e infrastrutture pi\u00f9 resistenti;<\/li>\n\n\n\n<li>modificare pratiche agricole e gestione delle risorse idriche;<\/li>\n\n\n\n<li>sviluppare sistemi di allerta e protezione civile pi\u00f9 efficaci.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mitigazione e adattamento non sono alternative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ridurre le emissioni senza adattarsi lascerebbe territori e popolazioni esposti ai cambiamenti gi\u00e0 in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adattarsi senza ridurre le emissioni significherebbe cercare di inseguire rischi progressivamente pi\u00f9 difficili e costosi da gestire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il futuro, quindi, non \u00e8 gi\u00e0 scritto in quei grafici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I grafici mostrano un insieme di conseguenze possibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa pi\u00f9 importante non \u00e8 soltanto osservare dove finiscono le curve, ma capire perch\u00e9 iniziano a separarsi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni \u2014 Che cosa possiamo davvero affermare?<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo da nove domande abbiamo attraversato serie storiche, indicatori climatici, fenomeni naturali, chimica atmosferica e scenari futuri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conclusioni principali possono essere riassunte cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La temperatura media \u00e8 aumentata in Italia e nel mondo. Serie indipendenti, costruite con metodologie differenti, mostrano lo stesso andamento generale. Berkeley Earth stima per l\u2019Italia un riscaldamento superiore alla media globale, mentre i principali dataset concordano sulla netta accelerazione osservata negli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli inverni freddi e le singole ondate di gelo continuano a esistere. Non contraddicono il riscaldamento climatico, perch\u00e9 il meteo descrive eventi brevi mentre il clima descrive la loro distribuzione nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le temperature elevate non sono una novit\u00e0 assoluta. Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato \u00e8 la frequenza con cui il caldo si presenta, la sua durata, la sua estensione e la difficolt\u00e0 del territorio di raffreddarsi durante la notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aumento medio globale di uno o due gradi non \u00e8 piccolo. Rappresenta una variazione energetica dell\u2019intero sistema climatico e altera il ciclo dell\u2019acqua, gli oceani, i ghiacci e la probabilit\u00e0 di diversi eventi estremi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ogni alluvione, incendio o temporale pu\u00f2 essere attribuito direttamente al cambiamento climatico. L\u2019influenza varia a seconda del fenomeno, della regione e della qualit\u00e0 delle osservazioni disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cicli naturali, come El Ni\u00f1o e La Ni\u00f1a, influenzano fortemente le variazioni da un anno all\u2019altro, ma non spiegano la tendenza pluridecennale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aumento della CO\u2082 \u00e8 riconducibile principalmente alla combustione di carbone, petrolio e gas. Lo indicano le emissioni registrate, la composizione isotopica del carbonio e la diminuzione dell\u2019ossigeno atmosferico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ridotta concentrazione della CO\u2082 non rende trascurabile il suo effetto. Le sue propriet\u00e0 di assorbimento dell\u2019infrarosso le permettono di influenzare l\u2019equilibrio energetico terrestre anche se rappresenta una piccola frazione dell\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, il futuro dipender\u00e0 dalla traiettoria delle emissioni e dalla nostra capacit\u00e0 di prepararci ai cambiamenti gi\u00e0 in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo di questa analisi non \u00e8 stabilire quale decisione politica o personale debba prendere ogni lettore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 mostrare il percorso che conduce alle conclusioni scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un dibattito dominato spesso da slogan opposti, il passaggio pi\u00f9 importante \u00e8 forse quello iniziale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">mettere da parte, almeno per un momento, le opinioni gi\u00e0 formate e guardare come sono stati raccolti i dati, quali ipotesi sono state testate e quali incertezze rimangono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 necessario accettare una conclusione soltanto perch\u00e9 proviene da un\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per metterla seriamente in discussione occorre confrontarsi con l\u2019intero insieme delle prove, non soltanto con il singolo dato che sembra confermare ci\u00f2 che pensavamo gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo, in fondo, il significato del metodo scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non eliminare il dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Usarlo bene.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Fonti principali<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la versione definitiva dell\u2019articolo inserirei una bibliografia ordinata per capitolo, non un\u2019unica lista indistinta. La struttura potrebbe essere questa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Temperature e serie storiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/berkeleyearth.org\/data\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Berkeley Earth Surface Temperature<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/synthesis.berkeleyearth.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Berkeley Earth, dati nazionali per l\u2019Italia<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/cds.climate.copernicus.eu\/datasets\/reanalysis-era5-single-levels&amp;ved=2ahUKEwiR65bR85CWAxWh6gIHHZyyCsYQFnoECA8QAQ&amp;usg=AOvVaw3rA2fmUbn19eL-zqG07B1r\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Copernicus Climate Change Service, ERA5<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/pubblicazioni\/report-snpa\/il-clima-in-italia-nel-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ISPRA e SNPA, rapporti sul clima in Italia<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cause e attribuzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/activities\/sixth-assessment-report\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IPCC, Sixth Assessment Report, Working Group I<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/gml.noaa.gov\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">NOAA Global Monitoring Laboratory<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.worldweatherattribution.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">World Weather Attribution<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Scenari futuri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/wg2\/chapter\/summary-for-policymakers\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IPCC AR6, Summary for Policymakers<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/ipccitalia.cmcc.it\/climate-change-2023-ar6-rapporto-di-sintesi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IPCC AR6, Synthesis Report<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/berkeleyearth.org\/data-visualization\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Berkeley Earth, proiezioni climatiche e rapporti annuali<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per settimane ho letto rapporti scientifici, analizzato serie storiche e confrontato i principali database climatici mondiali per capire cosa sappiamo 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